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martedì, 22 maggio 2007

La Giuria

Documentari
 
Marco Aghemo, nato nel 1973, consegue un Master in “Diritto d’Autore” e si specializza in “Produzione Cinematografica” presso Cinecittà Holding. Dal 2005 collabora con la Fondazione Libero Bizzarri ed è autore di saggi e articoli di analisi filmica; attualmente scrive su Quaderni di CINEMASUD e fa parte della redazione LIBERO la rivista del DOCUMENTARIO. Per il Catalogo della prima edizione del NODODOCFEST - Festival Internazionale del Documentario ha curato la sezione «Omaggio italiano: Luigi Di Gianni».
 
Mario Balsamo, documentarista. Nato a Latina nel 1962, è laureato in Filosofia. Nel corso degli anni lavora a diverse trasmissioni RAI. Nel 1995 ha pubblicato il libro Que viva Marcos e nel 2001 è stato uno dei registi impegnati nelle giornate del G8 di Genova per la realizzazione di Un altro mondo è possibile (2002). Realizza numerosi film, sia documentari che fiction, tra cui Sotto il cielo di Bagdad (2002) e La zona rossa (2001). È uno degli autori dell’associazione Doc/it.
 
Teresa Biondi, nata nel 1973, laureata in DAMS e diplomata in “Produzione” al Centro Sperimentale di Cinematografia, è socio AISEA (Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche). Già docente a contratto di Antropologia culturale e Antropologia sociale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, attualmente insegna Analisi Filmica presso il Corso Annuale di Formazione «Cultura della Moda» della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Collabora con varie riviste di cinema e ha pubblicato saggi di analisi filmica ed antropologia visiva. Di recente ha pubblicato per le Edizioni Scientifiche Magi il volume La fabbrica delle immagini. Cultura e psicologia nell’arte filmica.
 
Laura Buffoni (Roma, 1977) è Dottore di Ricerca in Cinema presso il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell' Università di Roma Tre. E' autrice di saggi e pubblicazioni sul cinema, collabora con la Fandango Documentari e fa parte del comitato di selezione del Bellaria Film Festival – Anteprima per il cinema Indipendente Italiano.
 
Manuela Buono
Nata a Trieste. Laureata in Scienze della comunicazione con una tesi intitolata Realtà e finzione: il cinema di Micheal Moore. Ha studiato cinema documentario al corso Doc Ut Des del festival dei Popoli a Firenze. Ha collaborato nell'organizzazione di festival e rassegne cinematografiche e quest'anno ha partecipato alla fondazione e organizzazione del Nododocfest, festival internazionale del documentario di Trieste.
 

Antonio Medici

Critico cinematografico, saggista. Si occupa da molti anni di didattica dell’audiovisivo e collabora con le riviste “Cinemasessanta” e “Cinecritica”. Dal 1997 è direttore del Tagliacozzo Film Festival. Docente di “Cinematografia documentaria” presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre. Attualmente è componente del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e del Consiglio nazionale del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

 

Giorgio Ginori

Autore di programmi Tv, regista e organizzatore di eventi. Ha ideato e realizzato per la Rai I luoghi dimenticati del cinema, un programma sul Cinema Anni '50 e il breve film Giorgia, da lui scritto e diretto. Nel novembre '89 ha realizzato I cortili di Roma, telefilm scritto e diretto per la Rai/sede Reg. Lazio.Ha curato la regia esterna in Italia ed all'Estero del programma di Rai Uno Ciao Italia e Italiani nel mondo, ha ideato e realizzato il filmato Autismo - l'io senza io, il  cortometraggio La donna delfino e La guerra dentro, un viaggio sul fronte tormentato della guerra della ex-Jugoslavia. A partire dal 1996, si è dedicato come ideatore e direttore artistico, a sviluppare il progetto de "L' isola del cinema", manifestazione cinematografica e culturale nell'ambito dell'Estate Romana.

Luigi Di Gianni: vedi sito: Docente di " Regia- Cinema Documentario" presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dal 1977 al 1997. Attualmente svolge un Corso sulla storia del cinema documentario. Ha svolto attività di documentarista cinematografico e di regista cinematografico e televisivo, passando dal documentario alla finzione, dal corto al lungometraggio, dall'inchiesta filmata allo sceneggiato. Ha realizzato numerosi corto e medio metraggi d' ispirazione antropologica, sociale, turistico-culturale, storica, documentari sull'arte, sul cinema e corto medio metraggi di finzione.

 
Videoarte
 
 

Cecilia Casorati: Cecilia Casorati è critico d'arte e docente di Fenomenologia delle arti
contemporanee all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha curato numerose mostre
in Italia e all'estero, mostrando una particolare attenzione verso le
giovani generazioni. Crede nella critica come espressione autonoma, creativa
e cosciente di un pensiero in moto perpetuo.

 
Marcella Cossu, storica d’arte della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e direttore della raccolta Manzù di Ardea.
 
Marco Maria Gazzano: docente, critico, studioso dei linguaggiaudiovisivi. Saggista, ha collaborato con interventi sul sistema deimedia e le arti elettroniche a quotidiani e riviste specializzateitaliane ed europee. Rappresentante dell'Italia nel programma MEDIA 1per la valorizzazione della cinematografia dei "Piccoli Paesi e delleRegioni" della Comunità europea, è presidente dell'AssociazioneCulturale Kinema. Animatore di manifestazioni e di programmi televisivisul cinema, le arti elettroniche e la neotelevisione. Dal 1994 al 1996¨ direttore del VideoArt Festival di Locarno, attualmente VicePresidente della AIVAC Associazione Internazionale per il Videonell'Arte e nella Cultura (UNESCO, Parigi - Locarno). Dal 1999 è¨direttore del canale televisivo satellitare europeo, indipendente esperimentale "Festival. Ars Tv Eutelsat Premium Channel". Nel 2000 è¨stato insignito del "Laser d'or", premio internazionale per le artielettroniche dell'Unesco e del Consiglio d'Europa. Insegna Cinema e Media Elettronici e Cinema e Intermedialità al DAMS di Roma Tre.
 
Jaja Indrimi, co-fondatrice dell’Associazione La Centrale dell’Arte, con sedi a Roma, New York e Rio de Janeiro e attiva fin dagli anni ’80 negli scambi culturali internazionali, ha ideato e curato mostre e spettacoli per istituzioni pubbliche e private esplorando in particolare le zone di incontro e sconfinamento dei diversi linguaggi. Nascono così Dodici Concerti per dodici Gallerie d’Arte per il Tridente, Progetto Musica-Scultura per i Concerti dell’Italcable al Teatro Sistina, L’Acquario di John Cage all’Acquario Romano in collaborazione con il Teatro dell’Opera, la rassegna Contemporary Sicily a New York e il Festival Cantar da Costa dedicato alla musica e cultura brasiliana.

Cinzia Leone, nata a Roma nel 1954, giornalista, tra i fondatori del settimanale satirico Il Male, de La Nuova Ecologia e de Il Riformista. Ha pubblicato sulle maggiori testate nazionali come art director, illustratrice, autrice di storie a fumetti, vignettista e giornalista. Ha esposto in Italia, Francia, Spagna, Svizzera e Germania. Ha pubblicato cinque libri di storie a fumetti (autrice di testi e disegni): “Il Diamante dell'Haganah” (Rizzoli), “Atelier David” (Espresso e Editori del Grifo), “Hotel Habanera” (coautori Paolo Conte e Vincenzo Mollica) (Editori del Grifo), “Quel fantastico treno” con H. Pratt, G.Crepax, J.Mugnoz e L.Mattotti (Ferrovie dello Stato-Adn Kronos), “Come conquistare le donne” (Comix). Ha vinto il premio “Yellow Kid immagine” come migliore autore ‘98/’99. Ha scritto e disegnato rubriche satiriche per Io Donna (Rizzoli), Amica (Rizzoli), il Riformista. È stata art director dell’Arci, de il Sole24ore-Roma e del quotidiano Il Riformista. Collaboratrice di Smemoranda, insegna all’Istituto Europeo di Design.

 
Alfio Mogelli, è docente di Scultura presso l'Accademia di Belle arti di Roma. Suoi maestri sono stati Aldo Calò e Leoncillo. Ha conosciuto e frequentato importanti maestri come Pericle Fazzini e,in particolare,nel 1975 Giacomo Manzù,al quale è stato legato da un rapporto di grande stima ed amicizia. E' stato per molti anni Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone. Il desiderio di comunicare sempre di più con i giovani, lo ha indotto a collaborare intensamente alla fondazione di una Scuola privata,che nel 2000 ha ottenuto il riconoscimento legale degli Studi. Nella Libera Accademia di Belle Arti di Roma, infatti, i giovani vengono costantemente seguiti nella loro predisposizione all'arte, da Artisti di chiara fama nelle varie discipline e indirizzati successivamente verso il mondo del lavoro e dell'affermazione artistica, anche attraverso i vari corsi di qualificazione e perfezionamento.
 

Bruno Puiatti e  Giuliano Matricardi, direttori della Galleria Il Ponte Contemporanea, Roma. Dal 1993 hanno lavorato con artisti giovani o comunque inediti in Italia. Oltre a promuovere tanti artisti del nostro Paese, hanno portato in Italia, per la prima volta, un gran numero di artisti stranieri, tra cui Pierre & Gilles, Tracey Moffatt, Inez Van Lamsweerde, Erwin Olaf…spesso ricevendo la collaborazione e l’aiuto dei Paesi stranieri da cui questi artisti provenivano. Lo spazio espositivo del Ponte è nato per ampliare l’idea di progetto e i lavori esposti sono il frutto della collaborazione tra artista, gallerista e curatore. Dal maggio 2002 la galleria si trasferisce nella sede più ampia e prestigiosa di Via Monserrato 23 (Palazzo Corsetti).

 
Fiction
 
Fabrizio Bracci : direttore della fotografia, lighting designer. Diplomato all’Accademia dell’immagine di L’aquila. Lavora nel 2004 al film low budget “I Tre Volti Del Terrore” di Sergio Stivaletti . Nel 2006 “Frankenstein” con Fabio Canino; “Kamelott” con Gene Gnocchi. Assistente lighting designer al musical “Federico II di Svevia, L’ultima Danza” di Antonio Maiello, prodotto da Zard. Nel 2006 costituisce la società LA LOUPE per la produzione di documentari sociali.
 
Ivan Cotroneo è nato a Napoli nel 1968. Diplomato in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, ha vinto tra gli altri il premio Solinas e il premio Moravia. È autore di diverse sceneggiature per il cinema e scrive testi sia per la radio che per la televisione. Ha pubblicato i romanzi Il re del mondo e Cronaca di un disamore e ha curato la traduzione di diversi scrittori inglesi. Insegna Sceneggiatura all’Università degli Studi di Roma3.
 
Egidio Eronico: architetto, regista, sceneggiatore. Nato a Roma nel 1955, negli anni Ottanta, oltre a collaborare alla rivista di architettura Eupalino, inizia la sua carriera come regista. Tra i suoi titoli Viaggio in città (1986), Stesso sangue (1988), Fiabe metropolitane (1997) e My father – Rua Alguem 5555 (2003), con protagonista Charlton Heston. Ha realizzato anche un documentario ed una rassegna su William Friedkin e ha curato pubblicazioni di architettura.
 
Donatello Fumarola: autore TV, critico e giornalista, regista. Per la televisione è tra gli autori di Fuori Orario. È tra i responsabili del festival Il vento del cinema e collabora con la rivista Blow Up e con il quotidiano Il Manifesto. È anche interprete per film a regia di Tonino De Bernardi e Alberto Momo.
 
Elisabetta Rocchetti: attrice, sceneggiatrice e regista. Interprete dei film Piano 17 dei Manetti Bros, L’imbalsamatore di Matteo Garrone, I Tre Volti del Terrore di Sergio Stivaletti.
 
 
 
 
Premio Sitcom Tv: la messa in onda di uno o più video scelti tra documentari e fiction
 
Daniela Siboni: è responsabile di Leonardo (Canale 418 di SKY), Canale di Tendenze che ha fra i suoi temi dominanti quello legato allo Spettacolo. Dopo essersi laureata in Lettere Moderne ha conseguito il Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Ha avuto esperienze professionali nel giornalismo (recensioni teatrali) e nella creazione di programmi televisivi.
 
Premio CineTeatro:
 
Il CineTeatro è una struttura che si occupa di produzione, formazione e ricerca in ambito teatrale e cinematografico. Nasce nel 2006 su iniziativa del regista e attore Antonio Bilo Canella e raccoglie attorno a sé artisti e studiosi di varia estrazione. Atelier espressivo, spazio dedicato ad eventi performativi, rassegne, esposizioni, laboratori e seminari, il CineTeatro si interessa soprattutto alla produzione di progetti cinematografici indipendenti (l'ultimo sviluppato, Naso D'Argento , è un mediometraggio attualmente in cerca di distribuzione).

 

Cinemavvenire: Il progetto CinemAvvenire è nato 13 anni fa, da un’idea di Gillo Pontecorvo e Massimo Calanca, per sviluppare la conoscenza e l’amore per il cinema tra i giovani. Dal 1992, CinemAvvenire consente ogni anno la partecipazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia a 200 studenti delle superiori o universitari. Nel 1999 è iniziata la presenza di CinemAvvenire ad altre Mostre cinematografiche, a partire dal Torino Film Festival, per proseguire con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, il Giffoni Film Festival, il Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena, l’Infinity Festival di Alba.

Il sito www.cinemavvenire.it, nato nel 2000, è cresciuto rapidamente; ha superato i 100.000 contatti mensili e, grazie alla qualità dei suoi articoli e all'impegno dei suoi redattori (molti dei quali particolarmente qualificati), si è affermato come uno dei più importanti e riconosciuti siti sull’argomento.

 

Premio Hot Dog: Stefano Coccia, giornalista e critico cinematografico

 

postato da: DamsFestival alle ore 12:04 | link | commenti (5)
categorie: giurati

Commenti
#1    31 Maggio 2007 - 17:23
 
è una vergogna questo dams film festival..
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#2    01 Giugno 2007 - 11:55
 
Un'occasione mancata

È la terza edizione del Festival. È il quarto anno (il mio primo di specialistica) che sono uno studente DAMS. Praticamente l’ho visto nascere e riprodursi, assistere alla sua vita. Mai come questo anno ne sono deluso.
La prima edizione era una prima edizione, doveva ancora imparare a parlare e camminare. Imperfetto, però era un’idea, un parto, e dava speranza.
La seconda edizione dava già più fastidio, perché riproponeva le difficoltà precedente aggiungendoci un immobilismo nuovo, fatto di poca professionalità e intellettualità di giudizio nella selezione del materiale (copioso, a conti fatti).
Ma quest’anno, cavolo se quest’anno mi ha deluso.
Ha deluso tutti noi, figli dell’università, elementi scelti e favoriti per il progetto Universytv, interpellati dallo stesso DAMS film festival ad intervenire.
Il grado di isolamento di uno studente DAMS nei confronti del festival è totale, quello nostro, di associazione culturale che cerca continuamente di darsi un senso in seno al collegio didattico DAMS, perché ne accusa la mancanza di comprensione e di interesse, è più che totale, è controproducente ed umiliante.
Non si tratta di una questione di capricci per uno spostamento di programmazione (anche se, nel caso di un ritardo, tutto ritarda e niente viene spostato senza considerare il piacere e l’onore di chi si sente importante in un determinato contesto).
E’ un’amarezza più profonda. Quella di sentirsi un progetto universitario, dell’università, e come tale ritenersi utili, pronti e disponibili; quella di essere, alla fine dei conti, un optional, un’incognita, un favore.
Tra le parole d’apertura dei docenti - categoria che riconosciamo da sempre superiore, necessaria e salvifica, coloro a cui sappiamo di dover e poter fare domande: questo, perlomeno io, lo ribadirò sempre – risuonano parole come “sperimentazione”, “professionalità”, “studenti a confronto coi professori”.
Bugie, scusate la parola.
Perché un festival non si lascia organizzare come un’esposizione fotografica, perché un festival non può avere all’inaugurazione i banchi vuoti cosparsi qui e lì di amici e colleghi, perché non possono mancare gli studenti ad un festival universitario.
Ma questo si verifica perché gli studenti sono ritenuti non in grado di comprendere, perché gli studenti si vedono scartare i propri corti dal concorso perché un solo nome possa presentarne tre insieme in categoria (e sorvoliamo sul fatto di verifica e della qualità confrontata tra i lavori, e dell’essere studente o meno del candidato scelto), perché i lavori eccezionali presentati da due studentesse, fuori concorso per l’alto valore produttivo, sono in realtà i lavori di due docenti alle quali io studente devo sottostare ed esserne interrogato. Una dichiarazione di sotterranea resa ad una condizione di superficiale patina folcloristica – i colori accesi delle poltrone dello splendido Palladium aiutano – a discapito di un acceso evento dove possa troneggiare lo scambio culturale, un altro modo di garantire l’osmosi tra l’accademia e lo studente. Il questo ridursi ad immagine patinata è forse l’unico ambito dove far risuonare la parola postmoderna utilizzata qua e là (sorvoliamo sulla video arte presentata, sempre fuori concorso, esercizio luminoso fine a se stesso, senza morale né necessità dietro).
Ma cosa ben più grave, al DAMS film festival manca quell’apporto essenziale della categoria UNIVERSITA’ che è il DIBATTITO.
Al pari della aule dove si tengono i corsi più o meno specializzati, anche questo è un teatro che vede la partecipazione degli studenti – se si riesce a coinvolgerli – solo come catena di occhi che dovrebbero meravigliarsi per uno spettacolo che non è purtroppo meraviglioso. Come tra i banchi, non ti senti utile, perché non riesci a legarti al tuo spazio, a viverlo a livello umano prima ancora che curriculare.
Non puoi scambiare idee, non puoi mostrare le tue incerte prove di progetto, non puoi sbagliare, e non perché si è severi, ma perché non c’è giudizio scientifico che ti accolga.
E allora noi UTV, studenti che da soli proviamo a radunare le idee che zampillano qua e là tra i corsi e ci arrovelliamo per dare forma concreta a queste (facendo anche ciò che non ci piace però troviamo necessario, rinunciando ai nostri hobby per fingerci professionisti: embrioni di un impegno a cui sappiamo dovremo sottostare fuori dalle calde mura accademiche), non sappiamo cosa fare in questo contesto, perché dovremmo riprendere ed elaborare immagini e parole di persone che si accontentano già in partenza, che non hanno timore di nulla perché nulla rischiano, che concedono uno sguardo di sufficienza e di sbiadita curiosità. Se risultiamo vuoti e muti faccioni che corrono sugli schermi delle facoltà, a loro non piace né dispiace, semplicemente non interessa. Ma noi siamo gli studenti, diamine, qualcosa di più di una interrogazione memorabile o di una correttezza di espressione. E se siamo per fare riprese che non servono a nessuno se non a noi, come possiamo gratificarci di un lavoro fine a se stesso?
Baggiani, Grifi, ironia cattiva e becera sul Festival di Roma, elaborazione di immagini. Noi cercavamo tramite il festival di creare una discussione. Non ne siamo in grado, siamo in grado, non importava al fine di una crescita umana. Contava avere la possibilità di incontrarsi.
E come noi così il ragazzo che vuole proporre la sua videoarte, quello che in un quarto d’ora di filmato tenta di riprodurre la vera vita e la reale finzione.
Questo poteva essere il Palladium nei giorni del Festival. Il luogo dove gli studenti trovassero la luce e le voci della possibilità. La realtà di un apprendimento scolastico.
È stato qualcosa più vicino al Palladium di Ferreri – tanto per parlare di cinema, è di questo che dovrei occuparmi all’UTV - le cui uniche luci sono quelle decadenti di un locale di spogliarelli, stanca situazione voyeuristica di un’esperienza mancata.

Damiano Brogna su www.universytv.com

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#3    01 Giugno 2007 - 17:01
 
All'interno del tuo lungo commento hai detto delle cose che posso condividere e che posso trovare interessanti.
Ma non su certe cose non ci sto:
1) ci avete mandato due documentari che abbiamo escluso dalla programmazione; ne avete chiesto il motivo prima dell'inizio del festival; io l'ho spiegato a riccardo iannaccone e sul doc. della festa di roma mi aveva dato ragione (quindi non capisco quel tuo "critiche becere"; avevamo però avuto da discutere soprattutto su Ostia e il Poeta, in cui le mie critiche (molto dure, lo ammetto) non sono state apprezzate. La discussione è stata chiusa da parte di Riccardo in modo piccato, quasi con una sfida da rilanciare al festival.
2) quel giorno siamo stati costretti a spostare la programmazione e vi ho spiegato il perché; prima dell'annuncio avevo comunicato la cosa a te, damiano, e tu mi hai detto che non potevi restare ma che comunque andava bene. Se i tuoi colleghi la pensavano diversamente potevi dirgli di venire subito a parlare con me, per evitare di fare quella piazzata ridicola (ma invece voi volevate proprio farla);

Detto questo mi piacerebbe sapere perché fate le vittime con noi!
Come se noi fossimo i GRANDI CERIMONIERI, i potenti, di qua e di là. Noi non siamo assolutamente nessuno.
Organizziamo questo minuscolo festival da tre anni, rimettendoci ogni anno di più sia in soldi che in tempo (il rimborso spese non sappiamo quando arriverà e comunque non ci risarcirà né dei soldi né del tempo).

Più o meno mi pare che ci troviamo ad essere nella stessa vostra situazione, quindi non capisco per quale motivo ci diate tanto addosso.
Io sono felicissimo di discutere e parlare anche per ore, ma mi pare che voi stessi abbiate agito in modo opposto a quanto tu, damiano, chiedi nel tuo intervento:
1) Riccardo Iannaccone si è stufato di sentire i miei punti di vista e ha troncato la discussione;
2) tu mi hai detto: sìssì va bene, a proposito dello spostamento, quando invece non era così. Se preferite le piazzate alle discussioni...
è vero, mancano gli studenti, non c'è atmosfera universitaria. Questo è dovuto a noi, in primis, e al fatto che non siamo più studenti, che siamo ormai in una realtà diversa da quella universitaria;
ma questo credo che sia dovuto anche allo scarso interesse istituzionale; i docenti, a lezione, dicono mai che esiste questo festival? magari non lo sanno neppure.

è chiaro, stiamo meditando di cambiare formula. (e io personalmente sto meditando di mollare; ne ho pieni i marroni) Attendiamo proposte concrete.

In ogni caso, se il festival è iniziato male (martedì), è andato bene mercoledì, ma è andato benissimo ieri, quando per la prima volta un po' di gente è dovuta salire in galleria per mancanza di posto in platea.

Mi hanno detto che a La città in corto della Sapienza danno centocinquanta euro solo per fare attacchinaggio, io in tre giorni di festival ho usato tre ricariche telefoniche da venticinque euro.
saluti
alessandro
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#4    02 Giugno 2007 - 13:49
 
Alessandro, io non ce l'ho con voi organizzatori alla prima, per niente (con l'organizzazione di sicuro, ma con voi in particolare no)...ce l'ho appunto con l'inutilità di ribadire un dams film festival da parte delle istituzioni mettendolo però in un contesto in cui c'è la totale assenza degli studenti. Lo sfogo a cui hai assistito è stato un tappo esploso sotto cui ribolliva una noia da lungo protratta contro l'idea di un'università che vede l'accademia da una parte e gli studenti dall'altra. Voi siete ragazzi come noi, capisco le difficoltà di mettere i propri nomi in cose che sembrano piccole ma che senza supporti sono comunque difficili da gestire. A me dispiace che purtroppo abbiamo questo che è un blogghino e non un sito dove la discussione possa essere affontata più seriamente: è quella la mia finalità maggiore, creare una sorta di discussione intorno all'oggetto. Poi, per inciso, dei dialoghi con riccardo che hai avuto circa il documentario non ne so nulla. Non l'ho neanche mai visto. Confermo però che c'è una certa approssimazione nella distribuzione delle opere in gara e fuori: non so se è colpa di qualcuno o se c'è na forte teoria scientifica dietro, però questa è la mia impressione.
E, ultima notizia degna di nota, io non conto nulla: è per questo se mi chiedi se mi va bene lo spostamento, io ti rispondo guarda che vado via, devo sentire gli altri (questo ti ho detto). Noi siamo un'associazione, contiamo tutti alla stessa maniera. Il tempo di diffondere il tuo avviso agli altri in sala, e hai visto la loro, la nostra reazione...
Un saluto a tutti voi, infine, con l'augurio di non perderci più nelle particolarità delle nostre figure e ritrovarci a parlare degli studenti e delle occasioni che perdono.
Damiano
utente anonimo

#5    02 Giugno 2007 - 14:58
 
ok. per me il caso è chiuso.
Mi dico dispiaciuto di nuovo per come sono andate le cose e mi riprometto di ripensare alla formula del festival nei prossimi giorni.
Attendo consigli anche da parte da vostra, da voi come universytv.
alessandro
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